Cassa Depositi e Prestiti sostiene le attività turistiche. Nasce il Fondo Nazionale per il Turismo.

Il bonus vacanze, lanciato in estate e ancora oggi disponibile, non ha assolutamente sortito gli effetti sperati: gran parte della dotazione economica prevista dal Governo è rimasta inutilizzata. Così, l’Esecutivo si vede nuovamente costretto a intervenire per dare una mano all’asfittico settore turistico del nostro Paese. Nasce così il Fondo Nazionale per il Turismo, recentemente lanciato da Cassa Depositi e Prestiti e presentato dal ministro per il Turismo, Dario Franceschini.

Con una dotazione economica di 2 miliardi di euro, il Fondo Nazionale per il Turismo è stato studiato e istituito per valorizzare le strutture ricettive dislocate su tutto il territorio nazionale.

Di fatto, si tratta di un vero e proprio paracadute per le catene e le attività ricettive in difficoltà a causa del Coronavirus. Grazie al fondo, Cdp e il Ministero per il Turismo potranno intervenire, rilevando la proprietà degli immobili ricettivi di maggior pregio e fornendo così liquidità alle attività imprenditoriali a rischio chiusura. “Ove possibile – si legge nel comunicato di Cassa Depositi e Prestiti – si promuoverà il reinvestimento dei proventi della vendita nell’attivita’ di gestione, sostenendo l’occupazione e il miglioramento degli standard qualitativi delle catene alberghiere del Paese”.

Cassa Depositi e Prestiti, comunque, ci tiene a far sapere che il passaggio di proprietà non sarà definitivo. Ai vecchi proprietari viene infatti garantito il diritto di riacquisto del bene con tempi congrui alle prospettiva di ripresa del mercato turistico internazionale.

Ciò vuol dire che Cassa Depositi e Prestiti, tramite il Fondo per il Turismo, può intervenire a sostegno delle imprese ricettive in un qualunque momento. Queste ultime, poi, avranno a disposizione alcuni anni di tempo per riequilibrare la loro situazione economico-finanziaria e valutare così come e quando rientrare in possesso dell’immobile.

Il fondo istituito da Cassa Depositi e Prestiti, però, non sarà l’unica leva per sostenere la ripresa del settore turistico nel nostro Paese. Come sottolineato dal ministro Franceschini, infatti, una fetta consistente del Recovery Fund sarà destinata a interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare ricettivo, specialmente nel Mezzogiorno.

A chiedere nuovi interventi per il turismo sono intanto le associazioni di settore Federalberghi, Fto (Federazione turismo organizzato), Federterme e Astoi-Confindustria Viaggi, che nei giorni scorsi hanno inoltrato un documento congiunto ai vertici di CDP e MIBACT per il varo di uno strumento finanziario di lungo periodo che sostenga il rilancio delle imprese del turismo duramente colpite dagli effetti della pandemia di Covid-19.

“Con un bond di tipo infrastrutturale, come quello che suggeriamo, le imprese saranno in grado di superare i prossimi tre anni di crisi. Sarà uno strumento estremamente facile da gestire da parte del sottoscrittore che potrebbe essere CDP e ne beneficerà un’ampia platea di imprese turistiche con i fondamentali sani”, ha spiegato Massimo Caputi, presidente di Federterme.

Nello specifico, la proposta prevede l’avvio di un programma di minibond per tour operator, hotel e terme di medie dimensioni, con scadenza a 25 anni, per il supporto e il rilancio degli alberghi italiani con i fondamentali solidi. Da parte sua CDP, tramite un fondo immobiliare, sottoscriverebbe i bond consentendo agli imprenditori di restare nella propria azienda, dunque senza cadere preda di necessità di cessione della struttura a soggetti speculativi.

 


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